Nuovo Cortometraggio del regista GIUSEPPE SCUTELLA' con i minori del Beccaria di Milano e gli studenti del Liceo VITTORINI e con la partecipazione straordinaria di FRANCA RAME Presentazioni:
+ 30 giugno ore 10.30 - 5 luglio ore 15.00 - con prenotazione obbligatoria presso I.P.M. Cesare Beccaria - Via Calchi e Taeggi 20 - Milano
+ 2 luglio ore 19.00 - ingresso libero presso Galleria Del Barcon - Alzaia Naviglio Grande, 54 - Milano
"Se tu non cerci lavoro il lavoro cerca te.ovvero...perché quella mattina dovetti svegliarmi percercare lavoro" èil titolo del nuovo cortometraggio realizzato dal regista- Giuseppe Scutellà con i minori del carcere IPM Beccaria di Milano ( CTP Marzio/Cavallieri ) , gli studenti del Liceo Vittorini e la partecipazione straordinaria di Franca Rame.
Il cortometraggio verrà presentato lunedì 30 giugno (ore 10,30) e sabato 5 luglio (ore 15.00) all’Istituto Penale Cesare Beccaria di Milano (via Calchi e Taeggi, 20). Per l’ingresso, a media e addetti ai lavori, la prenotazione è obbligatoria ( infoline: Federica Sala " tel.339.5491451 " info.liberamente@e-mail.it ) . Oltre alle presentazioni all’interno del carcere, il cortometraggio verrà proiettatto mercoledì 2 luglio (ore 19,00) alla Galleria Del Barcon di Milano (Alzaia Naviglio Grande, 54) con ingresso libero.
Nato da un'idea originale di Borghi, Mazoni, Merzagora, Scutellà , prodotto da Puntozero (che promuove lo studio e la divulgazione dell’arte e del teatro come strumenti di interventi sociale con particolare attenzione a luoghi e soggetti socialmente svantaggiati), CTP Anco Marzio, ETI e il Min.Della Giustizia, con- musiche originali composte ed eseguite dal Laboratorio musicale dell’IPM Beccaria - Ass. Suoni Sonori,"Se tu non cerci lavoro il lavoro cerca te.ovvero...perché quella mattina dovetti svegliarmi per cercare lavoro"vuole affrontare il problema di cosa significhi per un giovane diplomato/laureato o uscito di prigione la ricerca di un posto di lavoro, quali siano le sue paure e le sue ansie.
Così Giuseppe Scutellà descrive il lavoro realizzato. “Nella nostra società è indispensabile avere una collocazione. Ma ci siamo chiesti qual è il costo da pagare, quali i compromessi d'accettare affinchè si realizzi il sogno di mamma e papa: vedere il proprio figlio inserito socialmente e con un buon stipendio.
Nessuno di noi, dalla sceneggiatura alle riprese ha mai avuto dubbi che lavorare sia giusto. I dubbi nascevano da come viene gestito il lavoro nella società odierna. Merce tra le merci? Cos'è l’uomo in questo sistema? Un piccolo ingranaggio di un meccanismo più grosso di lui? E cosa significa il lavoro di oggi quando nessuno di noi sa che cosa realizza alla fine della sua giornata lavorativa?
La storia è quella di un 'eroè dei tempi moderni che terminato il suo iter scolastico si trova a dover cercare un posto di lavoro. Un posto nella società di cui lui, in fondo, vorrebbe e potrebbe anche farne a meno. Ma come fronteggiare gli sguardi accusatori dei propri genitori, dei propri vicini? Un posto va cercato ad ogni costo altrimenti, chi sei in questa società ? Gli altri non potrebbero ne collocarti ne chiamarti in virtù del detto che: ’noi siamo quello che facciamo’.
Ecco il nostro 'eroè alle prese con- aguzzini e truffatori del 'mercato' del lavoro.
Alla fine anche lui trova collocazione per buona pace di tutti. Ma una domanda lo assilla, quella che nel finale dolce/amaro chiude il cortometraggio;- 'se è vero che una vita senza lavoro non ha senso è anche vero che un lavoro senza senso non è vita'.
l’ambientazione si potrebbe definire espressionista dettata da esigenze esterne ma adottata come stilema registico. Un esempio su tutti è il trucco atto a difendere la tutela della privacy dei minori, è stato trasformato in conditio sine qua non che porta avanti il racconto. Ecco allora che gli uomini non sono più uomini ma creature ibride dotate di orecchie da topo. E anche in questo mondo il più potente è chi possiede le orecchie più grosse.”