Melanie Martinez ha buttato online POSSESSION stamattina senza avviso. Un singolo alt-pop che colpisce dritto. Melodie dolci, testo che taglia. E il messaggio è uno solo: il potere che si spaccia per amore.
Non è una cosa che Melanie fa spesso, uscire così. Ma questa volta ha deciso così. La canzone è inquietante, ha un che di sarcastico che ti rimane addosso. Non è pop per ballare al matrimonio di tuo cugino. È pop che fa male.
Quello che cambia adesso è il contesto. Nel comunicato ufficiale, Melanie scrive una frase che dice tutto: "Cry Baby è morta." Non sta scherzando. Non è una cosa che si dice per effetto. È la fine di un capitolo, netto e chiaro. Tutto quello che aveva costruito negli ultimi dieci anni attorno a quel personaggio, adesso è finito. POSSESSION rappresenta l'inizio di qualcosa di radicalmente diverso.
I numeri che ha dietro sono enormi. 30 miliardi di stream in giro per il mondo. 5,54 miliardi di visualizzazioni su YouTube solo nei video ufficiali. 62,2 milioni di persone che la seguono tra tutte le piattaforme. Questi non sono numeri piccoli. Quando parla, parla a una scala che pochi raggiungono.
Melanie è nata a New York ma ha sangue latinoamericano. È partita nel 2012 e ha cominciato a costruire il suo universo pezzo per pezzo. Musica, film, personaggi, mondi visivi interi. Non fa una cosa per volta. Fa tutto insieme, e tutto rimane coerente. Questo è il trucco che molti non afferrano.
Nel 2015 ha tirato fuori CRY BABY. Disco d'oro in Italia. È arrivato al numero 6 della Billboard 200. Poi è rimasto in classifica per 208 settimane, anche se non di fila. Dentro ci aveva "Dollhouse", "Pity Party", "Play Date", "Pacify Her", "Carousel", "Mad Hatter", "Soap", "Training Wheels", "Sippy Cup", "Alphabet Boy", "Tag, You're It". Ogni canzone era un pezzo di una storia più grande.
Dopo quel disco, ha fatto altri due album che hanno fatto numeri seri. K-12 nel 2019. PORTALS nel 2023. Entrambi Platino negli Stati Uniti. Entrambi in Top 3 della Billboard 200 al debutto. E non è stata una coincidenza, era tutto pianificato. Melanie sapeva quello che faceva.
Con K-12 ha anche girato un vero film musicale. Non una performance registrata in uno studio. Un film con una trama, personaggi, scene girate in location diverse. È arrivato al numero 6 al box office mondiale quando è uscito. Durante il tour di quel disco, ha donato un dollaro per ogni biglietto venduto a The Trevor Project. Non era parte di un contratto. Semplicemente, quello che dice nelle sue canzoni, lo vive anche fuori.
PORTALS è stato il disco dove è entrata nella Billboard Hot 100 per la prima volta con i singoli VOID e DEATH. Due canzoni che hanno bucato le classifiche mainstream quando tutto il resto di lei era rimasto underground. È stato un momento di svolta, anche se forse lei stessa non pensava che sarebbe successo così. Il disco ha debuttato al numero 2 della Billboard 200. Boom.
Nel frattempo, ha iniziato a toccare anche altri settori. Nel 2016 aveva tirato fuori un profumo suo, CRY BABY, fatto da lei in prima persona. Era andato subito esaurito. Non era stato uno di quei profumi che gli artisti mettono in commercio per guadagnare soldi facili. Era veramente suo. Nel 2023, insieme a Flower Shop Perfumes, ha lanciato una nuova collezione completa. Candele, body spray, ciondoli profumati. Tutto con lo stesso DNA di CRY BABY. È finito tra i cinque migliori best seller di ScentBar, il rivenditore indipendente di fragranze più importante che esista negli Stati Uniti.
L'anno scorso ha fatto una cosa che non aveva mai fatto prima. Un tour globale, nelle arene, come artista principale. Si chiamava The Trilogy Tour e girava tutti e tre gli album che aveva fatto fino a quel momento. Sold-out in posti leggendari. Madison Square Garden a New York, biglietti spariti in ore. Ha chiuso anche come headliner il Lollapalooza di Chicago e il Corona Capital Festival di Città del Messico. Non è roba da poco. Questi sono festival con migliaia di persone, e lei era l'attrazione principale.
Adesso esce POSSESSION. Una canzone che parla di possesso, di controllo, di dinamiche di potere che si mascherano da affetto. Il brano ha tutto quello che ci si aspetta da Melanie: melodie che sembrano innocenti, parole che tagliano. È il primo tassello di quello che lei definisce il "nuovo ordine mondiale" del suo universo. Cry Baby finisce qui. Da adesso è un'altra cosa.

Informazioni su Melanie Martinez
Melanie Martinez viene da New York. Ha sangue latinoamericano. Nel 2012 ha cominciato e da allora non ha mai smesso di fare cose.
CRY BABY è il disco che l'ha portata in cima, uscito nel 2015. Disco d'oro in Italia. È arrivato al numero 6 della Billboard 200 e ci è rimasto per 208 settimane, anche se non di fila. Dentro c'è tutto: Dollhouse, Pity Party, Play Date, Pacify Her, Carousel, Mad Hatter, Soap, Training Wheels, Sippy Cup, Alphabet Boy, Tag You're It.
Poi ha fatto K-12 nel 2019. E PORTALS nel 2023. Entrambi Platino negli Stati Uniti. Entrambi Top 3 della Billboard 200 al debutto. Tutti e tre i suoi album hanno aperto al numero 1 della Billboard Alternative. Non è un caso, è costruzione di carriera consapevole.
Con K-12 ha girato anche un film musicale vero, non uno di quei progetti fatti in fretta. È arrivato al numero 6 al box office mondiale. Durante quel tour ha messo un dollaro per ogni biglietto venduto a The Trevor Project, che sostiene ragazzi LGBTQ+. Non era obbligo contrattuale. Era scelta sua.
PORTALS è stato il disco dove è entrata nella Billboard Hot 100 per la prima volta, con i singoli VOID e DEATH. Due canzoni che hanno bucato le classifiche quando tutto il resto rimaneva underground.
Nel 2016 ha fatto un profumo suo, CRY BABY. L'ha tirato fuori da sola e è andato esaurito subito. Nel 2023, insieme a Flower Shop Perfumes, ha lanciato una collezione nuova. Candele, body spray, ciondoli profumati. È finito tra i cinque migliori best seller di ScentBar, il rivenditore indipendente di fragranze più importante negli USA.
Lo scorso anno ha fatto The Trilogy Tour. Primo tour globale come headliner nelle arene. Sold-out al Madison Square Garden di New York. Ha chiuso anche il Lollapalooza di Chicago e il Corona Capital Festival di Città del Messico come artista principale. Questo è il livello dove è arrivata.
Ad oggi conta 30 miliardi di stream globali. 5,54 miliardi di visualizzazioni su YouTube. 62,2 milioni di follower totali. Quando parla, parla a una scala che pochi raggiungono in questo settore.
Glossario
- Alt-pop: è pop ma non il pop dei matrimoni. Prende melodie pop e le mescola con sonorità sperimentali, atmosfere più scure, narrativa più complessa.
- Billboard 200: classifica americana dei 200 album più venduti e ascoltati ogni settimana. È il termometro del successo discografico negli USA.
- Headliner: l'artista che chiude il festival o il concerto. Quella che attira più gente, quella che tutti vengono a vedere.
- The Trevor Project: organizzazione americana che supporta ragazzi LGBTQ+. Aiuta con il suicidio prevention e servizi di supporto.