Esce domani, venerdì 6 febbraio, “IN DIFFERENZE”, il nuovo album di Susanna Parigi, prodotto da Vince Tempera per l’etichetta Sette Ottavi e distribuito dalla Delta Dischi.
“IN DIFFERENZE” è il frutto di anni di lavoro, una fatica che ha visto l’aiuto dei migliori musicisti italiani, l’orchestra sinfonica di Sofia di 60 elementi e l’appoggio e la collaborazione di artisti come Tony Levin, Pat Metheny (sua la musica di “Di spazio perfetto”), di uno fra i più grandi fotografi del mondo Sebastiao Salgado (ha concesso una sua bellissima foto per la copertina del disco e sono sue le immagini che hanno ispirato il brano “In Differenze” che dà il titolo al cd), di un filosofo italiano tra i più stimati, Umberto Galimberti (ha collaborato al testo di “False”) e molti altri.
Il risultato non è solo un progetto musicale, ma anche culturale ad ampio raggio soprattutto nella ricercatezza dei testi. “È un miracolo” " così lo definisce Vince Tempera " “nè di più, nè di meno. Il miracolo può essere di nostro gradimento o meno, censurato o meno. Ma resta pur sempre un miracolo”¦. C’è qualcosa di commovente in questo progetto di Susanna”¦ Straordinario perché non troviamo altre parole per questo album “IN DIFFERENZE” che sicuramente dà uno schiaffo all’indifferenza e insieme alla differenze (musicali, di pensiero, di percorso, di nazionalità , di scelte) cerca uno spazio, un luogo dove poter esistere”.
Queste le parole del filosofo Umberto Galimberti sul disco: “Brevi istanti sono concessi all’uomo per accogliere l’universo. Questa cantautrice di Firenze sa che musica e sensualità sono i veicoli e i mediatori- e si chiede qual è l’origine, chi è Dio, per sapere quale altro Dio si nasconde dietro il racconto che ci hanno fatto. L’incisività della sua musica in cui risuona sia la violenza di una nota, sia la leggera pressione di una carezza, ci fa riflettere quanto la nostra comunità non sia più accogliente, quanto asfittiche e mascherate sono le parole ben educate che lì si scambiano, quanta solitudine di massa si aggira nelle nostre città , in quella menzogna della civiltà nella quale noi tutti stentiamo a trovare la nostra abituale dimora”.
Una parte del ricavato del Cd andrà all’Istituto Terra creato nel 1998 da S. Salgado e sua moglie per il recupero di una vasta area deforestata della Foresta Atlantica Brasiliana.
Susanna Parigi - Diplomata in pianoforte al Conservatorio L.Cherubini. Due Cd all’attivo “Susanna Parigi”del 1996 e “Scomposta” del 1999. Nel 2001 è tra - gli otto finalisti al “Premio Città Di Recanati”.
Sito ufficiale : www.susannaparigi.it
Milano, 5 febbraio 2004
Ufficio Stampa Susanna Parigi: Elena Tosi - Parole & Dintorni (tel. 02/20404727)
IN DIFFERENZE l’Album
OPERA BUFFA - Ci sarebbe da rovinarsi il fegato e allora per sopravvivere Rido, Rido di questo tempo povero di ombre, povero di contrasti, dove si cerca di assimilarsi agli altri invece di curare la propria singolarità , Rido della Storia , alla quale poco credo e quindi anche della memoria, corrotta sicuramente dalle narrazioni di uomini poco fidati, Rido dell’orrore di questa “nuova economia”dove in nome del consumo si passa sopra a tutto, alla nostra casa ( il pianeta che stiamo devastando come barbari), ai nostri simili che spingiamo in disparte e condanniamo a servirci e anche paradossalmente sopra noi stessi perché ci hanno convinto che il benessere sia l’essere-bene, lo stare bene, ma non è affatto così. Chi è felice non ha bisogno di comprare.
E così Rido “ se qualcosa vi commuove” perché spesso sono lacrime di coccodrillo, qualcosa che serve solo a lavarsi la coscienza. Mi sento “ingoiata” da questo sistema che per la maggior parte non condivido; è per questo che la mia vita è un “Opera buffa” e cercando di sfuggire a tutto questo riesce solo a salpare per “terribili naufragi” dove la realtà delle cose strappa le corde e le funi, che mi permettono di pilotare la nave, dalle mie mani. Nonostante il mio pensiero vada ai secoli e secoli condotti da uomini avidi e inabili, qualche volta riesco anche ad avere le ali, “ma quando mi fanno male i piedi, purtroppo, non volo”.
LA FATICA E LA PAZIENZA " Non riesco a parlare di questa canzone. Perdonatemi.
AMADA " Amada deve sposarsi. Il giorno dopo. Allora, come molti fanno la cena d’addio al celibato, così Amada festeggia la sua ultima notte: facendo l’amore con tutta la natura che la circonda. Liberamente tratto da: “Amada di notte”, un racconto di Ethel Krauze (Scrittrice e giornalista di Città del Messico).
PIU’ GRANDI DI DIO " C’è forse qualcosa che ci rende più grandi di Dio?
Se c’è, forse sta nel nostro dolore e nelle nostre mancanze di cui non sempre siamo solo vittime, ma qualche volta anche complici, quando “giriamo gli sguardi mentre uccidono gli altri”.
IN DIFFERENZE " E’ il brano che da il titolo al CD. L’ho scritto di getto dopo aver conosciuto le foto di S.Salgado. Riguardo questo meraviglioso fotografo rimando alle pagine allegate. Posso solo dire che è impossibile guardare le sue foto e rimanere indifferenti. E’ cambiato qualcosa nella mia vita dopo averle viste. Mi è venuto naturale pensare che noi occidentali viviamo come in una specie di bolla di sonno, di dormiveglia dove ogni tanto arriva qualche rumore a disturbarci, qualche notizia, qualche reportage, ma in fondo sono luoghi lontani, persone lontane ... siamo così stanchi....lasciateci dormire in pace per favore... e anche quando ci avventuriamo con qualche viaggio organizzato in certi luoghi, di quei luoghi percepiamo solo gli alberghi a 4 stelle, o le motonavi con i ristoranti per turisti, o le meraviglie archeologiche; in tutto questo i personaggi che lì ci appaiono sono solo “caratteristiche del luogo”, “pittoresche caricature di un circo bizzarro” che ci intrattengono. Stiamo diventando “indifferenti”un po’ a tutto, ma anche a noi stessi, che delle differenze, e mi ricollego a ciò che ho detto per il primo brano, dovremmo farci forza, perché contengono il nuovo, la creatività , la sfida, l’invenzione. Le cose conosciute, facili finiscono col distruggere il nostro panorama culturale.
Dico solo questo: la foto di copertina non risale allo scorso secolo ma è stata scattata nel 1996. Forse mi ha colpito per la somiglianza della bambina con me da piccola, come molti mi fanno notare; forse perché anch’io sono nata in un monolocale da genitori operai. Forse perché me l’ha chiesto lei, con i suoi occhi.
AMORE CHE M’INVITA - fra l’ironico e il surreale è liberamente ispirato da poesia erotica di: Petrarca " “Pace non trovo...” Giovambattista Marino- da “L’adone” canto VIII, ottave 120-148 , P.Verlaine- “Alla maniera dei più”(“Languore”-A Georges Cousteline), Corrado Govoni-“Ho mangiato una donna in un gelato” , Ricciotto Canudo-“L’iniziazione”.
DI SPAZIO PERFETTO " è vero, a volte sento che c’è troppo mondo, che potrei amare troppo, che potrei passare attraverso il vento e potrei anche scivolare dal destino eterno che ha già deciso. E forse lo sente anche Pat Metheny visto che ha gentilmente concesso la sua musica a questa mia inadattabile follia.
FALSE " Ah! E qui mi diverto! Cosa volete farmi? Detesto tutta questa floreale esplosione di aggraziata inconsistenza. Gaber ha scritto “Non mi sento italiano”e io in questo scenario potrei scrivere “Non mi sento donna”.
Gli uomini sono saturi e per me stanno rischiando di diventare tutti eunuchi grazie a questa sovraesposizione di materiale ginecologico. Grazie davvero mamma televisione per questo tuo testardo impegno ormai ventennale di rincoglionimento. Offendi persino quei due neuroni che mi sono rimasti.
DALL’ANIMA AL CORPO " tutti i luoghi dove potrei rincorrere il tuo respiro, ovunque tu possa essere e in qualsiasi epoca tu possa essere vissuto amore mio.
42,3 % - Caro Flavio Oreglio io non sono un numero. Se mi trovo a vivere in tutte quelle
zone che le statistiche non prendono in considerazione cosa posso farci?
CINI’ CINI’ " perché è meglio giocare con i bambini, perché faccio parte delle differenze,
perché non contano le diversità di lingua, le età dell’uomo, il sesso, la religione, le abitudini,
la filosofia, (come extracomunitaria della musica lo posso dire) quando si ama.
SUSANNA PARIGI - Biografia
La foto di copertina non risale allo scorso secolo ma è stata scattata nel 1996.
Forse mi ha colpito per la somiglianza della bambina con me da piccola, come molti mi fanno notare. Forse perché me l’ha chiesto lei, con i suoi occhi.
Cos’è più importante scrivere in una biografia?
Che ho lavorato con Cocciante e Baglioni o che mia madre era operaia a catena in un sottosuolo di Firenze?
E’ più importante dire che ho un diploma in pianoforte al Cherubini o che mio padre era camionista, pittore e onesto?
Che ho alle spalle due Cd o che la musica mi assale e mi si attacca addosso?
E’più importante quello che ho sentito che quello che ho fatto; quello che ho visto, e altre persone privilegiate non hanno mai conosciuto nè mai sapranno vedere.
Ci vuole troppa immaginazione, troppa creatività , troppa sensibilità per vedere il fondo del pozzo dalla cima di una stella.
Devo la mia musica alle tempeste e agli uragani che mi devastano lasciando però il paesaggio del mio corpo, all’apparenza, quasi lo stesso; la devo a S.Croce di notte, all’alluvione che passò sotto la mia finestra e ai calzolai e alle sartine che lavoravano nei vicoli stretti di S.Frediano.
Così si è formata la crepa: ho un’anima da operaia ma una scrittura (dicono) da intellettuale,e gli operai forse faticano a capire la mia scrittura, ma gli intellettuali aristocratici sicuramente non possono capire la mia anima.
Allora qual’è il mio posto? Dove posso sedermi per riposare un po’?
Oggi dopo questo mio percorso musicale e di vita, penso che non c’è altro per cui valga veramente la pena se non chiedersi in continuazione e in continuazione, quasi maniacalmente: ”Ma sarà vero quello che mi stanno dicendo?”;
“Sarà vero quello che sto leggendo?”
“Ma se non voglio comprare tutto quello che non mi serve e se non voglio ascoltare o vedere per forza ciò che mi viene imposto dai messaggi pubblicitari, sarò un soggetto con seri problemi psichici?” E poi:
“Cosa c’è dietro la frontiera che protegge l’ordine borghese?”
Basta vedere i reportage di Salgado sul Sahel, sui popoli in cammino, sul lavoro manuale e ti cambia la vita, ti cambiano gli orizzonti e gli scopi.
Tutta un’umanità che abbiamo spinto in disparte e che forseper INDIFFERRNZA non abbiamo osservato abbastanza da renderci conto che solo 35 anni fa, noi eravamo “gli altri”.
Certo è una strana biografia questa.
Ma sono le uniche cose vere che posso dirvi di me.
Buon ascolto
Susanna Parigi
DISCOGRAFIA
1996 “Susanna Parigi” - RT music
1999 “Scomposta” - Nuova Carisch