Piero Pelù Venerdì 30 Aprile - IL NUOVO ALBUM - SOGGETTI SMARRITI

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Anticipato dal primo singolo “Prendimi cos씝, in tutte le radio da tre settimane, venerdì 30 aprile uscirà “Soggetti Smarriti” (Wea Records / Warner Music Italia), il nuovo album di Piero Pelù, anzi, il disco della sua maturità rock.

E da lunedì 3 maggio il video di “Prendimi cos씝 sarà in rotazione sulle tv musicali.

Dopo i primi due dischi, “Nè buoni nè cattivi” (2000) e “U.D.S. L’uomo della strada” (2002), - “Soggetti Smarriti” è la fotografia di un periodo dove disagio interiore e gioia ritrovano il loro magico equilibrio, come pure ritrovano una bella sinergia, il suo rock di oggi e le profonde radici litfibiane degli anni ’80 e ’90. Non a caso, tra le dieci canzoni dell’album,-  Piero ha inserito una vera “chicca” per i suoi fan: la versione riarrangiata di “Re del Silenzio”, dal mitico album dei Litfiba “17 Re”.

Con uno sguardo più verso il suo mondo interiore ed i rapporti interpersonali, nella realizzazione di “Soggetti Smarriti” Piero ha ritrovato il Pelù che tutti conoscono, quello grintoso e dolce al tempo stesso, che unisce con naturalezza potenza rock e melodie.

Prodotto da Piero Pelù e mixato da Tim Palmer-  (che annovera nel suo palmares nomi eccellenti come U2, Tears for Fears e Ozzie Osbourne), “Soggetti Smarriti” è il lavoro che ogni fan di Piero Pelù desiderava avere tra le mani. E con il tour (da luglio a settembre), prodotto dalla Barley Arts, l’album acquisterà ancora più splendore, ancora più vita.

Da venerdì 30 aprile, con l’uscita nei negozi di “Soggetti Smarriti”, sarà varato anche il nuovo sito ufficiale di Piero (http://www.pieropelu.com) completamente rinnovato nella veste grafica. Chi si collega al sito ha la possibilità di indicare tre canzoni (da “Desaparecido” a “UDS” sono in lista più di 110 titoli!) che vorrebbe ascoltare dal vivo nel prossimo tour di Piero. E la possibilità di partecipare al forum con cui si possono esprimere opinioni e intavolare discussioni sul disco e sul tour di Piero.

Per cominciare a correre, bisogna imparare a camminare. Alle volte inciampi, ma ti rialzi sempre. E, dopo un po’, è tutta discesa. I primi due dischi della carriera solista di Piero Pelù dopo lo sgretolamento della più importante rock band italiana di tutti i tempi, erano passi su strade bianche figli della voglia di sperimentare e di dare nuove direzioni alla sua curiosità di sempre. Ora è tempo di correre. Nato sulla scia dell’U.D.S. tour, “quando mi sono ritrovato " dice Piero - non spappolato ma incantato dalle possibilità che avevo annusato nell’aria”, Soggetti smarriti (Wea Records / Warner Music Italia) è il disco della maturità rock di Pelù, dove ogni elemento trova la sua più riconoscibile collocazione. Quello che prima era ricerca della messa a fuoco, ora è colore chiaro e vivo. A questo risultato, l’artista arriva grazie a una nuova “graffiata serenità ”.

“Nè buoni nè cattivi”(2000) e “U.D.S.” (2002) erano figli di periodi di rottura e più travagliati. Soggetti smarriti è invece la fotografia di un periodo dove disagio interiore e gioia ritrovano il loro magico equilibrio, come pure ritrovano una bella sinergia, il suo ROCK di oggi e le profonde radici LITFIBIANE degli anni ’80 e ’90.
“Lo smarrimento di oggi nasce dal finto ordine delle cose e diventa poi per me fisiologico " afferma Piero - ma quello che importa di più è rimanere soggetto della mia vita”.

La prima canzone a nascere è stata proprio quella che dà il titolo all’intero lavoro, subito dopo è comparsa “Dea musica”. Si tratta di due brani che, nella loro forma embrionale, erano stati pensati per U.D.S. e che Piero ha trasformato oggi in potenti ed energetiche rock song. In soli tre mesi a dimostrazione dello stato di grazia dell’artista, sono arrivate, a cascata, le restanti canzoni: grintose e dolci, rabbiose e tenere, sferzanti e intimiste.

Con un sapiente dosaggio di melodia e chitarre e una voce che ritrova tutta la sua inarrivabile grandezza anche nelle minime sfumature, Soggetti smarriti si avvia a diventare il disco della consacrazione di un artista a tutto tondo, capace di cambiare registro rimanendo sempre se stesso.

Prodotto da Piero Pelù e mixato da Tim Palmer (che annovera nel suo palmares nomi eccellenti come U2, Tears for Fears e Ozzie Osbourne), Soggetti smarriti (che contiene una versione riarrangiata di “Re del Silenzio” dallo storico album dei Litfiba 17 Re), è il lavoro che ogni fan di Piero Pelù desiderava avere tra le mani. E con il tour prodotto dalla Barley Arts in partenza a luglio, acquisteranno ancora più splendore, ancora più vita.

LE CANZONI RACCONTATE DA PIERO

SOGGETTI SMARRITI
La coscienza del proprio smarrimento è un ottimo punto di partenza per ricostruire il mio percorso. Molto peggio è stato quando mi sono perduto e non me ne rendevo conto. Lì non sapevo come venirne fuori perché non sapevo la direzione da prendere. Mi sono smarrito e forse mi sto ritrovando con le mie complicazioni “ pensa l’incertezza è come una carezza per me, che anche quando sei qui con me io sento il sole, sento male”¦”.

PRENDIMI COSI’
Un minuto e mezzo di psycho - ballad che sfocia in un oceano rock. Un micro manifesto dell’accettarsi partendo da se stessi “oltre i muri e contro i venti”, “prendimi così, con tutti i miei colori e riavviciniamoci anche se poi da vicino nessuno è normale”.

VIVO
Il pezzo più potente dell’album. C’è un riferimento ad echi dallo spazio, l’S.O.S. di Apollo 13 in difficoltà che avvisava la terra di avere un problemino. E’ una suggestione che è tornata a vivere in me dopo aver acquistato un vecchissimo vinile, in un mercatino.
Parlare in termini di vinile, oggi, è come andare a scavare nel ventre di Napoli, nelle stratificazioni della storia della musica. Il passato mi aiuta ad andare avanti, dopo aver focalizzato i miei sbagli. C’è la voglia di vivere a modo mio e di non cedere mai: “la fuga in musica è la sola che ammetto”, sempre alla ricerca di “un mondo più tascabile” e consapevole delle difficoltà “vivo nella mia polvere, nella giungla so che devo correre..”

DEA MUSICA
Da anni pensavo di dedicare una canzone alla Musica, l’emozione che più mi aiuta ad andare avanti. E’ un brano in qualche modo figlio di “La musica fa”, da Spirito. Più di qualsiasi donna, la musica “accarezza la mia solitudine” e mi trasmette magia. Lavorare con lei è come fare l’amore tutto il giorno, senza stancarsi mai. “Ogni giorno cambiare la musica, ogni notte parlare con l’anima, sei possibile e rendi tutto più possibile, scintilla in un mondo di plastica”.

ESCO O RESTO
Un quadretto della mia quotidianità . La mia vita è percorsa dal dubbio; difficile, avere sicurezze. A un certo punto, mi sono anche chiesto se fosse giusto fare uscire questo disco. Ho immaginato un duello da b-movie con il mio alter ego “ questa è sindrome da singolo, o forse sto materializzando un angelo, pistolero oggi devi affrontare un altro giorno nero”.

OCCHI
Una ballata salata sugli sbarchi clandestini in Calabria, sulla vita di chi ha salutato tutto e non sa che cosa troverà . Sono extraterrestri umani che hanno lo sguardo allucinato di chi si è fatto un viaggio contro il destino, per arrivare in un mondo che sicuramente non li sta aspettando e che li considera diversi, come extraterrestri, ed indesiderati come esseri umani. Un grido “ Extraterrestri umani invadiamoci!” perché è dalle differenze che nasce una nuova vita.

ANIMA ANIMALE
“In ogni cosa un tocco d’anima c’è, forse è un miraggio nella mia testa il viaggio qui con te, è vero ognuno ha la sua velocità io come un anima animale giro la città , ti vorrei qua”. Rock venato di latin alla Toro loco.

SODDISFAZIONI
Il pezzo più veloce dell’album. Testo scritto con Marco Vichi, grande amico, superbo scrittore e fan degli Stones, non potevo quindi non coinvolgerlo in un brano che richiamava “Satisfaction” nel titolo. Nella voglia di cercare un “moltiplicatore di emozioni e soddisfazioni” si nasconde la paura di non essere all’altezza delle aspettative, lo stress per il risultato. “giro, giro, giro, senza fine giro dentro di me, cerco di capire se mi basta tutto quello che ho..”

RE DEL SILENZIO
Ripresa da 17 Re, l’Oceano Litfiba dentro cui torno a navigare più volentieri. Le mie radici ritrovate e rivisitate con il Supercombo nel 2004.

ANCHE A PIEDI
Ballatona finale scritta con Maroccolo. Ci tengo molto anche per la splendida magia che sprigiona l’intervento di Riccardo Tesi all’organetto, alternato da uno degli assoli di Cris più intensi di tutto l’album. “Vorrei un’altra strada in questa vita con te ripartire per il viaggio con la valigia di cartone, va bene pure così con noi porteremo speranza e fantasia”.

Ufficio Stampa Piero Pelù: Riccardo Vitanza - Parole & Dintorni
Ufficio Stampa WEA Records: Anna Crepaldi (Mi) " Dolores Mahchi (Rm)