MEG - ESCE L’OMONIMO ALBUM DA SOLISTA

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DOMANI, Venerdì 22 ottobre esce nei negozi, a prezzo speciale, l’atteso album di debutto da solista di MEG, la voce dei 99 Posse. S’intitola semplicemente “MEG” (per Multiformis/BMG Records) e la cantante ne è anche autrice dei testi e delle musiche (eccezion fatta per “Senza Paura” scritta da Toquinho, Vinicius De Moraes e Sergio Bardotti).

La produzione artistica e gli arrangiamenti sono di MEG e di Carlo U.Rossi, in due brani dell’album è presente nella produzione anche Marco Messina (altro storico componente dei 99 Posse e dei Nous con Meg).

L’album è stato anticipato dal singolo “Simbiosi”, un brano dalla melodia fortemente evocativa in cui le parti per orchestra, composte dalla stessa MEG, sono eseguite da un’orchestra vera, non campionata: l’Architorti Orchestra. Di “Simbiosi” è possibile vedere anche il video ora in rotazione sulle più importanti emittenti musicali il video, diretto da Riccardo Struchil (regista di Bersani, “Cattiva”; di Caparezza, “Fuori dal Tunnel”).

MEG (Maria Di Donna) nasce a Napoli da una famiglia dove si respira musica a 360°: dalla canzone napoletana a quella italiana degli anni '70, dal jazz al pop dei Beatles, dalla samba alla canzone di protesta; questa mistura musicale, unita allo studio del pianoforte, influenzerà inevitabilmente la sua successiva produzione musicale.

Nel '94, durante l’occupazione dell’ universita' di lettere, entra nei 99 Posse, dando una svolta nodale alla propria vita, e a quella del gruppo.

Nel 2001 realizza con Marco Messina il progetto Nous, componendo la colonna sonora per lo spettacolo teatrale "Dentro la tempesta", della compagnia sperimentale Krypton, tratto, appunto, da "La tempesta" di William Shakespeare. I Nous prendono attivamente parte allo spettacolo: eseguono le musiche in scena e Meg recita nel ruolo di Ariel. Nel 2002 esce dei Nous il cd “La tempesta”.

Negli anni, varie e-  multiformi sono le collaborazioni con altri musicisti: dai Subsonica ai Tiromancino, da Pino Daniele a Roy Paci, dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare a Speaker Cenzou, dai Retina.it ai Technophonic Chamber Orchestra.

Oggi, 2004, approfittando della pausa meritatissima che i 99 si sono concessi, Meg dà alla luce il suo primo disco. Il nome che Meg ha scelto per l’etichetta che inaugura il suo percorso solistico è “Multiformis” che, tra i tanti significati, evoca di sicuro quello di un qualcosa di “non chiuso, non limitato, non definibile da un contorno ma che è interpretabile e leggibile su vari livelli”, come lei stessa afferma.  

Ufficio Stampa MEG per BMG/Records: Parole & Dintorni " rif. Silvia Danielli;
Direzione Promozione BMG Records:-  Arianna d’Aloja;
Promozione Radio & TV BMG Records :
Giorgio Cipressi (Roma) " Luca Guido (Milano);

Management: Carlo Pontesilli

MEG - Momenti di vita e di musica in ordine più o meno cronologico:
praticamente una biografia

NOTE SU MEG " il nome lo dobbiamo ad un suo vecchio amico con l’inguaribile mania di storpiare i nomi di battesimo aggiungendo sempre una “g” alle prime due lettere: Maria/Mary/Mery/Me+g - si chiama in realtà Maria di Donna, è nata a Napoli nel settembre del 1972, ha due sorelle ( di cui una, Dadà , disegna cose molto belle, dal tratto gentile, e cura gli artwork dei suoi lavori ), e racconta buffe storie sull’infanzia che la dicono lunga sulla sua formazione. Come la grande familiarità con la musica dei Beatles che in casa si ascoltavano praticamente dalla mattina alla sera, tanto da indurre la piccola a credere ( seriamente ) che Paul, John, George e Ringo fossero amici di famiglia, intimi dei suoi genitori. Poi arrivarono “La Gatta Cenerentola” e Roberto De Simone. “Mi ricordo perfettamente”, dice Meg, “ la sera in cui andammo a teatro a vederla. Avrò avuto sette anni, forse meno. Un’impressione fortissima che mi è rimasta dentro”. Ma l’educazione musicale della famiglia Di Donna non si limitava all’ascolto di qualche disco o alla visione di spettacoli: era un fatto quotidiano, naturale. Le domeniche e le feste comandate si trasformavano in jam session che vedevano in azione svariati chitarristi ( la mamma di Meg, anche ottima cantante ), lo zio ( il fratello del padre); il padre stesso alle percussioni, tanti amici a vari strumenti tra i quali non mancava di certo il pianoforte (che la nonna di Meg suonava per diletto ma ad ottimi livelli) e legioni di bambini che si univano con qualsiasi cosa emettesse dei suoni. Meg naturalmente cantava, e il repertorio andava dai classici della canzone napoletana agli amatissimi di Liverpool, alla musica brasiliana, ai cantautori italiani, alla canzone politica del Nuovo Canzoniere. Un bel caleidoscopio che come lo ruotavi a 360°, indicava un unico punto all’orizzonte ottico: la musica nel suo concetto assoluto, ovvero non solo come predisposizione, passione, talento, gioia, divertimento; la musica come veicolo di educazione profonda, di grande disciplina etica che neppure la migliore scuola del mondo è in grado di dare. “Io e le mie sorelle abbiamo studiato pianoforte sin da piccolissime, i nostri genitori volevano che lo imparassimo, ma non per una prospettiva professionale, nessuno pensava alla musica come mestiere. Piuttosto doveva essere un completamento alla nostra formazione, una specie di insegnamento “interiore” , direi una educazione “sentimentale” che doveva arricchire il patrimonio della nostra sensibilità : un concetto molto romantico, direi ottocentesco”.

La musica dunque come fondamentale complemento ma non contemplata come idea di un lavoro vero e proprio: i genitori di Meg vedono per la figlia un futuro sicuro, garantito, il classico impiego che loro hanno faticosamente conquistato. Meg si iscrive così all’Università , alla facoltà di lettere moderne. Arriva ad un passo dalla laurea con una tesi in filologia dantesca ( “ero una vera superfan di Dante”, ricorda ), e i suoi studi la portano in Inghilterra con il progetto Erasmus all’Università di Reading dove aveva sede un dipartimento di italianistica molto rinomato. Dopo un anno torna in Italia " siamo nel settembre del 1994 " intenzionata a compiere i necessari passi burocratici per terminare l’esperienza inglese, laurearsi lì e forse viverci per sempre.

Ma a Napoli è in corso l’occupazione dell’Università , situazione che porta Meg alla concreta riflessione di quanto le manchi la profondità del rapporto con il tessuto sociale e politico del paese, rapporto che nella realtà studentesca inglese rimane decisamente sullo sfondo. Durante l’occupazione conosce Luca ( “Zulù” Persico n.d.r. ), già leader dei 99 Posse di “Rafaniello/Salario garantito”, “Curre curre guagliò” e del live “Incredibile opposizione Tour ’94”, che una mattina si ricorda che deve correre in uno studio per registrare il brano “No Way (The Black Hills Are Not For Sale)” destinato ad una compilation legata ad un progetto di solidarietà per gli indiani d’America. Meg lo accompagna, e in studio si “rivela” e per giunta si rivela preziosa. Luca infatti non sa che Meg sa cantare e rimane stupito di come gli sappia indicare con sicurezza l’intonazione giusta per una seconda voce che presenta qualche difficoltà . Tanto che propone direttamente a lei di incidere la traccia: la voce di Meg viene registrata per la prima volta su un supporto fonografico.

Di lì a poco entrerà ufficialmente nel gruppo. Venire a far parte di una realtà consolidata e complessa come quella dei 99 Posse, comporta per Meg l’inizio di un lungo percorso di studio che la porterà a comporre testi per la prima volta in italiano (“Fino a quel momento in italiano avevo scritto solo poesie, le poche cose che avevo pensato per un brano musicale le avevo scritte direttamente in inglese”, spiega ), e a rappare con l’aiuto di Speaker Cenzou che intuisce e sviluppa le sue potenzialità su questo fronte. Con i 99 Posse Meg incide 4 album: “Cerco tiempo”, “Corto circuito”, “La vida que vendrà ” e “Na_99_10°”, il disco pubblicato per i primi dieci anni di attività .

“Dieci anni con i 99 Posse non sono dieci anni passati con una semplice band scandita dai ritmi disco/tournèe/disco”, tiene a puntualizzare Meg. “Sono dieci anni vissuti all’interno di una situazione di grande fermento culturale che ruota attorno ai centri sociali di tutta Italia. La grande forza dei Posse è sempre stata quella di essere legati a tutti i centri sociali, non ad uno in particolare; una trasversalità che ci ha portato a fare esperienze uniche, politicamente ed emotivamente molto forti, che oggi sono nel dna di tutti noi. Come una serie di concerti organizzati dal Centro Sociale Rivolta di Marghera i cui ricavi sono stati finalizzati all’acquisto di una turbina idroelettrica che siamo andati a portare personalmente a La Realidad, un piccolo villaggio del Chapas; o come quando siamo andati per la seconda volta in Messico per la Carovana Zapatista del sub comandante Marcos che abbiamo avuto poi l’opportunità di avvicinare in un luogo segreto. Abbiamo fatto una serie di cose che non potrò mai e poi mai dimenticare e che mi accompagnano sempre, giorno e notte”.

Pur essendo una figura imprescindibile dal nucleo Posse, Meg ha sempre offerto una immagine di sè autonoma, fortemente delineata nei caratteri di una autrice e musicista di indubbio talento. Il 2001 è l’anno che segna in modo inequivocabile l’affermazione di questa personalità : con Marco Messina realizza il progetto Nous componendo la colonna sonora dello spettacolo teatrale “Dentro la tempesta” ( regia di Giancarlo Cauteruccio ) della compagnia sperimentale Kripton liberamente tratto da “La tempesta” di William Shakespeare. I Nous ( l’intelletto, ma anche il caos per il filosofo presocratico Anassagora ) entrano nello spettacolo in modo totale: eseguono le musiche dal vivo in scena e Meg interpreta il ruolo di Ariel.

L’anno seguente il lavoro si concretizza nella pubblicazione del cd “La tempesta” che, al di là del contesto teatrale per cui è stato concepito, vive come importante esempio di musica elettronica in cui Meg è totalmente coinvolta come dimostrano le sue collaborazioni con due tra i più interessanti ensemble della scena contemporanea: con i Retina.it nel brano “Canto di Ariel”; con i Tecnophonic Chamber Orchestra nel remix di “Simbiosi” del quale scrive praticamente tutte le partiture: le linee di basso e pianoforte, gli archi, e i fiati, dall’ oboe, al flicorno, al clarinetto, al flauto.

Numerose sono poi le realtà della musica italiana con cui Meg negli anni ha stabilito altre collaborazioni a vario titolo: i Subsonica ( “Me siente” in “Corto circuito”); Roy Paci ( “ Se stasera sono qui” di Luigi Tenco ), Pino Daniele ( “E’ muorto ’o rre, evviva ’o rre” nell’album “Medina” ), Tiromancino ( “Nessuna certezza”), Nuova Compagnia di Canto Popolare ( un tour insieme all’insegna della contaminazione reciproca dei rispettivi repertori ).

Ottobre 2004: Meg è alla vigilia di “MEG”, primo album interamente solista edito per la sua neonata etichetta “Multiformis”, un nome che rimanda istintivamente ad un concetto interdisciplinare di svariate e, appunto, multiformi espressioni artistiche: pittura, poesia, teatro, immagini, “canzoni musicali” ( come lei stesso le definisce ) in una unitarietà di gusto dal sapore pieno, molto appagante. Un insieme che è impossibile delimitare all’interno di un confine in continuo cambiamento, fluttuante e sicuramente in espansione.

Settembre 2004

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