Beffati ancora una volta, nonostante la belle parole a difesa della cultura e della musica italiana che da anni accomunano indistintamente tutte le forze politiche del nostro paese.
Questa volta non sarà una crisi ma una vera e propria debacle per il settore musicale e per tutti gli operatori, artisti, editori, compositori e produttori che hanno riposto speranze e fiducia nelle nuove tecnologie confidando in una politica di difesa e sostegno alla loro creatività e a i loro diritti.
Ci riferiamo a quanto pericolosamente potrebbe accadere laddove l’attuale bozza del decreto di recepimento della Direttiva sul diritto d'autore e sui diritti connessi nella società dell’informazione, attualmente al vaglio presso il Dipartimento delle Politiche Comunitarie, possa essere oggetto di modifiche sostanziali , frutto delle opposizioni delle multinazionali dell‚industria elettronica.
La nostra è una denuncia chiara e aperta del rischio che l’assoggettamento alle pressioni di un settore già in parte responsabile della crisi della musica, possa ora condizionare scelte politiche decisive ai fini della sopravvivenza di quanti investono le proprie energie e risorse nell’arte e nella cultura.
l’AFI ( Associazione Fonografici Italiani ) insieme a ACEP (Associazione Autori Compositori e Piccoli Editori) ACAE (Associazione Compositori Autori Editori) SNM (Sindacato Nazionale Musicisti) CTSIS (Coordinamento Settore Intrattenimento Spettacoli) ASAE (Associazione Sindacale Autori) EMAE (Europea Musicisti Autori Editori) FEDERAZIONE AUTORI EDITORI, UNCLA (Unione Nazionale Compositori Librettisti Autori) EIA (Editori Italiani Associati) SNS (Sindacato Nazionale Scrittori) ANART ( (Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi e Teatrali) ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche) UNEMI (Unione Nazionale Editori Italiani) AIDEM (Associazione Italiana Editori di Musica) EMA (Editori Musicali Associati) APT (Associazione Produttori Televisivi), fa quindi appello a tutte le forze politiche affinchè l‚attuale testo del decreto di recepimento ed in particolare l’art. 39 sui compensi per la copia privata siano difesi strenuamente come riferimenti normativi che potranno garantire non solo lo sviluppo e la difesa ma la reale sopravvivenza della musica e della creatività italiane.
ASSOCIAZIONE FONOGRAFICI ITALIANI
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