ELISABETTA E LIMONE di Rodolfo J. Wilcock - allo spazio ZAZIE dal 4 al 13 maggio

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ELISABETTA E LIMONE è uno dei testi più significativi per comprendere l’opera dello scrittore Rodolfo J. Wilcock. È la storia di una signorina di mezza età , sempre vissuta in casa, che si ritrova una sera in salotto Limone, un ladro ti tombe appena fuggito dal carcere e in cerca di rifugio.

È stanco, si addormenta sul letto e al suo risveglio si ritrova incatenato alla spalliera, ormai facile preda delle volontà della donna, che lo costringerà ad entrare nel proprio mondo, fatto di riti e codici di comportamento assolutamente personali. Lei si è costruita una spazio suo in cui vivere bene in base a regole che si è costruita da sola e che rimandano ad una dimensione di "alterità ". Lui viene da una cosiddetta normalità che però lo si capisce subito non è capace di vivere in alcun modo.
l’uomo fugge dalla realtà quindi, la donna può solo offrirgliene un'altra: la sua , ma a patto che lui ne accetti le regole assurde. Si sviluppa così un rapporto che via via diviene insostituibile per entrambi. Alla fine ritroviamo i due impegnati nella confezione di una serie di vestitini per topi, l’unico modo che Elisabetta conosce per liberare la casa dai roditori dato che, a suo dire, "...si sa: topo vestito va in città ."

"Kantharos" presenta l’ennesimo paradigma del rapporto uomo/donna, che già aveva affrontato con il testo "Trio in mi bemolle" di E. Rohmer presentato nel 1999 allo spazio ZAZIE. Elisabetta e Limone è la storia di due solitudini che cercano di incontrarsi, quindi una storia d'amore, pur 'sui generis'.

È la storia di una seduzione tutta stramba in cui si parte dalla totale incomunicabilità iniziale per approdare, attraverso un percorso di scoperta reciproca, ad un rapporto reale e concreto pur nella sua 'alterità ' . Elisabetta non va incontro a Limone, non cerca un punto di incontro, ma semplicemente lo ingloba nel suo teatrino dell’esistere, immobile e perfettamente asettico.
Limone, pur rivendicando maggior concretezza, non fa altro che farsi trascinare in questa dimensione imposta, perché anch'egli profondamente non sa vivere il mondo esterno. Ci troviamo di fronte a due personaggi che alimentano la loro vita, affrontando il loro approccio e sviluppandolo attraverso una chiave che, per il sadismo inconscio dei suoi rituali iniziatici, risulta avere talvolta una dimensione involontariamente comica.

Lo spazio scenico, che inizialmente sembra il più banale dei salotti, un po’ sporchi e sdruciti, si trasforma via via; gli oggetti vengono via spostati e illuminati in modo da passare da una dimensione banalmente realistica ad uno spazio astratto, al limite fra il surreale ed il metafìsico.

Rodolfo J. Wilcock nato a Buenos Aires nel 1919, da padre inglese e madre di origine italiana, vive gli ultimi 20 anni in Italia dove muore nel 1978 ad Orvieto. Scrive in spagnolo ed italiano ed è anche apprezzato critico e traduttore di testi shakespeariani. È l’autore di 'XX', messo in scena a Parigi da Luca Ronconi. Wilcock racconta il mondo attraverso una tessitura dialogica così essenziale ed astringente da divenire surreale. Nasconde lo strazio dell’esistenza in uno spazio metafìsico così perfetto, e ordinato da risultare assolutamente comico. I suoi personaggi si barricano dietro una cortina di certezze, astruse ma logicamente perfette, inattaccabili.

Oppure compiono viaggi altrettanto astrusamente iniziatici in mondi in cui la vanità sono ormai assunte a valori di vita.

Associazione Culturale Kantharos nasce nel 1997 e accanto agli spettacoli si occupa di formazione nel settore dello spettacolo e nel campo della teatroterapia. Tra le produzioni teatrali "Trio in mi bemolle" di Eric Rohmer (Milano - Spazio ZAZIE) e "La scheggia nel cuore" (Roma, Teatro Argot Firenze, Teatro della Pergola).

ALESSANDRO PECINI è stato assistente alla regia di Castri, Molinari, Pier'alli, Mauri. Ha collaborato per alcuni anni con il Teatro della Tosse di Genova.
Ha diretto spettacoli quali Terzetto spezzato (da Svevo), Quattro quartetti, La scheggia nel cuore, Histoire du soldat, Giochi e favole d'acqua e Trio in mi bemolle, Isola Isole (Avignone 1997), Ciancerino: favola di un uomo (1998 Convegno sulla Legge 180 di Trieste), Armonia delle sfere, Pino il topolino e molti Readings e spettacoli di teatro musicale.

PAOLA SALVI diplomata alla Civica scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi nel corso attori, ha lavorato con Massimo Castri, Nanni Garella, Cristina Pezzoli, Elio De Capitani, Giampiero Solari, Umberto Simonetta, Alessandro Pecini e Monica Conti.

LORENZO ANELLI diplomato all’Accademia dei Filodrammatici ha lavorato con Filippo Crivelli, Egisto Marcucci, Tonino Conte, Vito Molinari (con il quale fonda il Trio Zanzibar), Marina Spreafico e Alessandro Pecini.

intero 10,00 euro - ridotto 7,00 euro + tessera 2,00 euro - Lunedì riposo ZAZIE Via Lomazzo 11 a Milano - infoline 0233106748 - 0234537852 - infozazie@kantharos.it www.kantharos.it info@kantharos.it

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ELISABETTA E LIMONE
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