Ani Di Franco è una cantautrice di Buffalo (New York), venuta alla ribalta negli anni Novanta grazie al suo peculiare timbro vocale, capace di spaziare da rabbiose invettive a momenti di intensa angoscia, e al suo stile anti-conformista, che l’ha resa un’icona femminista e una delle paladine della cultura neo-punk.
Abile a farsi largo nel music business senza mai “vendere l’anima”, fino a pochi anni fa rappresentava uno dei - maggiori well kept secret della storia della - musica americana. I suoi album, infatti, li ha - sempre autoprodotti e pubblicati attraverso - la propria etichetta indipendente, la - Righteous Babe Records, che ha fondato - nel 1990, rifuggendo dalla grande popolarità - in cambio della garanzia di un’assoluta libertà espressiva. Ani ricopre ogni singolo ruolo previsto dal meccanismo discografico: oltre a comporre, arrangiare e registrare ogni suo nuovo disco, è lei a decidere quando pubblicarlo e quali canzoni saranno contenute in esso, quale veste grafica, quali foto e quali le attività per portarlo alla conoscenza del pubblico.- Oggi Ani e la sua Righteous Babe sono un caso discografico.
A 19 anni esce il suo album d’esordio, Ani Di Franco (1990), interamente acustico. Un anno dopo, arriva Not So Soft, che conferma il suo stile. Più interessante il successivo Imperfectly (1992), in cui il suo rock percussivo dà vita a brani avvincenti, seguito da Puddle Dive e Like I Said, che lasciano intuire nuove prospettive in ambito folk-rock. Ma l’album che la lancia alla ribalta internazionale è il successivo Out Of Range (1994), un incrocio di stili metropolitani e tradizionali che suscita un piccolo terremoto nella scena folk-rock, rivitalizzando un genere quasi spento, con una ruvida vena poetica. La formula viene confermata negli album successivi, dal più lineare Not A Pretty Girl (1995) al più azzardato Dilate, in cui la filosofia “riot grrrl” trova ampio sfogo.
A soli 26 anni, Ani Di Franco può già vantare un primato: oltre 1.300.000 copie dei suoi dischi vendute senza aver avuto il minimo appoggio della grande distribuzione.
Un ulteriore saggio del suo talento è il doppio Revelling/Reckoning (2000), in cui il suo peculiare punk-folk conferma l’abilità della Di Franco nel passare dalle atmosfere più veementi a quelle più delicate.
Evolve (2002) suggella, per stessa ammissione della Di Franco, la conclusione del viaggio musicale iniziato nel 1999 con Up Up Up Up Up Up. Un "ultimo tango" all’insegna di un folk-rock da camera tratteggiato dalle sue chitarre, dalle tastiere di Julia Wolfe e da una eccentrica sezione fiati. Di Franco veste, a seconda dei momenti, i panni della ribelle angosciata (i dieci minuti della drammatica "Serpentine") o della songwriter intimista ("Welcome To").
Ufficio Stampa HMA Glenda Gamba
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