Venerdì 21 e sabato 22 ottobre il Blue Note Milano (Via Borsieri, 37) ospita James Carter, uno dei più affermati sassofonisti della nuova generazione.
Al jazz club milanese il pubblico apprezzerà un trio atipico: James Carter (sassofono) si esibirà assieme a Leonard King (batteria) e Gerald Gibbs (organo Hammond e tastiere).
Sia venerdì che sabato, gli spettacoli saranno alle ore 21.00 e alle ore 23.30 (apertura porte: ore 19.30; per informazioni/prenotazioni: 899700022, lunedì dalle 14.00 alle 19.00. martedì-venerdì dalle 14.00 alle 24.00. Sabato dalle 14.00 alle 24.00. Domenica dalle 19.00 alle 23.00 ).
Per i concerti il biglietto “advance” (acquistato fino alle ore 19.00 del giorno dello spettacolo) è di 27,00 euro e quello “door” di 32,00 euro (acquistato dopo le ore 19.00 del giorno dello spettacolo). È valido lo sconto del 40% per i giovani sotto i 26 anni per il secondo spettacolo delle 23.30.
Scoperto dal grande pubblico all’inizio degli anni novanta nell’onda neo-bop, James Carter fu subito chiamato “il nuovo messia del jazz”, grazie ad una tecnica mozzafiato su tutta la gamma dei sassofoni e principalmente sul tenore, il soprano e il baritono.
Nato nel 1969 a Detroit, il sassofonista ha sempre rifiutato di rinchiudersi in un unico genere musicale. Negli anni ottanta suona con Lester Bowie e Wynton Marsalis prima di trasferirsi a New York nel 1990. Diventa subito un protagonista della scena jazz e suona con Bowie, Julius Hemphill, Betty Carter, e Marsalis.
Nel 1993 esce il primo disco a suo nome (“JC On The Set”) e segue una serie di album che hanno già lasciato la loro impronta nella storia del jazz (“Jurassic Classics“, “Conversin’ With The Elders”).
Nel 2000, riesce ancora a sorprendere con l’uscita di due album dai colori molto diversi. Il primo, "Chasing the Gipsy", rivisita il jazz manouche di Django Reinhardt mentre il secondo,"Layin in the Cut", conferma che James è figlio del funk e della soul music e che i suoi maestri (Donald Washington o Lester Bowie) sono figli del “free”.
In quest’ultimo album, in cui si nota in particolare la partecipazione di Marc Ribot, il sassofonista richiama i suoni della sua infanzia, da James Brown a Jimi Hendrix o Funkadelic. Dopo tre anni esce finalmente il suo ultimo album, “Gardenias for Lady Day”, un omaggio alla grande Billie Holiday che evoca la sublime tristezza e lo spirito tormentato della sua musica.
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