MILANO, 7 dicembre 2025 – Da venerdì 5 dicembre è disponibile su tutti gli store digitali "Avrei voluto", nuovo singolo di Francesco Curci pubblicato da Troppo Records e distribuito da The Orchard Italia. Il brano segna il ritorno dell'artista alla musica dopo la parentesi letteraria del suo secondo romanzo "Quel che resta" (luglio 2025). Scava nelle pieghe di una relazione che si consuma tra silenzi e frasi mai dette, fermandosi un attimo prima di un addio definitivo ma già consapevole della sua inevitabilità.
"Avrei voluto" gira attorno al condizionale passato. È il tempo di ciò che avrebbe potuto accadere e non accadrà. Una storia che vive più nei ricordi che nel presente. Non c'è qui il dramma di una rottura clamorosa. È qualcosa di più lento: due persone che smettono di trovarsi. Punto. I silenzi prendono il posto delle parole. L'addio non viene mai detto fino in fondo, come se il linguaggio non bastasse a reggere il peso di una fine che si sa già inevitabile.
Musicalmente, il brano si regge su loop di batteria, basso e tastiere. Lo spazio rimane ampio, la voce respira. Qui Curci cambia tonalità rispetto ai lavori passati. La voce è più soul, più fragile. Non è una scelta tecnica. È il cuore della canzone. L'arrangiamento non insegue l'effetto clamoroso. Mantiene una tensione costante, ferma, coerente con quello che il brano racconta: una confessione sussurrata, non gridato.
Per Curci, il brano è questo: l'incapacità di dirsi addio guardandosi negli occhi. I silenzi parlano per due, regolano la distanza. C'è un allontanamento reciproco che crea dolore. Non si è riusciti a resistere insieme, per paura o per una forma di rispetto. Ma quando qualcosa si rompe, non torna. Si chiude una stagione, con tutte le persone che l'hanno abitata. Rimane solo il ricordo intatto.
Per Curci, lasciare andare chi si è amato è l'atto più eroico possibile. Protegge i momenti belli da un dopo inutile. Il brano esiste in questo equilibrio. La nostalgia da una parte. Dall'altra, la consapevolezza che trattenere quella storia la snaturerebbe, la farebbe diventare estranea. Il cantautorato italiano parla così: usa il linguaggio del soul per le separazioni necessarie, per una maturità emotiva che accetta la fine.
Francesco Curci ha un percorso lungo. Palchi importanti, premi, soprattutto un timbro vocale riconoscibile e uno stile che continua a cambiare senza perdersi. Ha alternato musica e scrittura, sperimentato generi. Dieci singoli, un EP, oltre mezzo milione di streams. Non è il tipo di artista che insegue la canzone virale. Preferisce la coerenza del percorso, il lavoro di lungo periodo.
Nel luglio 2025 Curci ha pubblicato il suo secondo romanzo "Quel che resta", una deviazione narrativa rispetto al lavoro in studio, ma non una rottura con i temi centrali della sua ricerca: memoria, legami, ciò che resta quando una storia si trasforma o finisce. "Avrei voluto" arriva dopo questa esperienza di scrittura. Ne sembra quasi una prosecuzione in musica, come se la pagina e la canzone dialogassero sullo stesso terreno emotivo. Il brano è un ponte tra produzione letteraria e produzione discografica, nel segno di una continuità che attraversa forme diverse.
Curci mette in gioco quella che viene descritta come la sua anima più r'n'b/soul di sempre. Il focus torna sulla vocalità, su un uso del suono centrato sull'espressività. Questo ritorno alla musica, dopo la pagina scritta, restituisce l'immagine di un interprete indipendente che lavora sulla propria identità artistica a cavallo tra più linguaggi, tenendo insieme la dimensione emotiva del racconto e la cura formale del suono. Il singolo è disponibile dal 5 dicembre in streaming e download sulle principali piattaforme digitali.
Informazioni sul singolo e sull’artista
“Avrei voluto” esce il 5 dicembre negli store digitali per Troppo Records con distribuzione The Orchard Italia, confermando una collocazione nel circuito della produzione indipendente strutturata che dialoga con il mercato mainstream senza rinunciare alla cura autoriale.
Il brano si presenta come un singolo a sé stante che segna il rientro discografico di Francesco Curci dopo la pubblicazione, nel luglio 2025, del romanzo “Quel che resta”, evidenziando una continuità di temi tra la scrittura narrativa e la scrittura musicale.
La traccia, costruita su un tessuto di loop di batteria, basso e tastiere, lavora su tempi medio-lenti che richiamano esplicitamente il territorio r’n’b/soul, mentre la voce adotta un registro più “soul” rispetto ai lavori passati, con un’attenzione specifica alle dinamiche e al fraseggio per restituire la dimensione di confessione privata.
Dal punto di vista biografico, il singolo arriva dopo un percorso che conta 10 singoli e un EP per oltre mezzo milione di streams, a testimonianza di una presenza consolidata nel tempo, e ribadisce un’identità artistica fondata su un timbro vocale riconoscibile, sulla capacità di attraversare più generi e sull’intenzione di usare la musica come spazio privilegiato per elaborare separazioni, memorie e trasformazioni affettive in un linguaggio immediato ma non semplificato.
Glossario
- R’n’B/Soul: stile musicale che unisce radici rhythm and blues e soul, caratterizzato da forte attenzione alla voce, centralità del groove di batteria e basso e arrangiamenti spesso essenziali, pensati per valorizzare l’espressività dell’interprete.
- Loop di batteria: sequenza ritmica di batteria registrata o programmata, ripetuta ciclicamente all’interno del brano per creare una base costante su cui si innestano basso, armonie e voce.
- EP: formato discografico intermedio tra singolo e album, che raccoglie normalmente un numero ridotto di brani e viene spesso utilizzato per presentare un progetto o una nuova fase artistica.
- Condizionale passato: forma verbale che indica un’azione possibile o desiderata ma non realizzata, usata nei testi per esprimere rimpianto, ipotesi mancate o scenari che restano solo immaginati.