Si intitola ERROR 442 il primo album di KETA, l’artista membro della label REAL MUSIC 4EVER (RM4E) che con questo lavoro raccoglie tutta la sua musica che ha realizzato nell'ultimo anno, dall'uscita del singolo 442 fino ad oggi.
Il progetto in uscita il 10 dicembre, contiene 14 tracce, di cui 9 inedite, dal sound potente e uniforme, dove le sonorità drill accompagnano una serie di banger e brani dalle atmosfere più introspettive sulle strumentali prodotte prevalentemente da Nko e Manny Troublez.
Molte sono le collaborazioni in #ERROR-442: i compagni Vale Pain e Neima Ezza del collettivo Seven 7oo, Baby Gang e Simba La Rue a conferma della vicinanza tra la scena di Lecco e il quartiere di San Siro, G.Issa della nuova scuola di Bergamo, Sai So a rappresentare la drill UK e gli artisti Tunisini 2two e Kaso, due featuring importanti registrati in Tunisia e che rafforzano il legame e il reciproco rispetto tra KETA e la scena della sua terra d'origine.
#KETA è membro REAL MUSIC 4EVER (RM4E), la label nata nel 2018 tra i palazzi delle case popolari di San Siro - Zona 7 Milano. Grazie ai suoi giovanissimi talenti si sta facendo sempre più spazio nella scena rap italiana ed europea, confermandosi una delle realtà più calde del momento.
Ultimi Articoli
Ianez pubblica Cattivi Praticanti — il primo album guarda le fratture del presente
Fred De Palma porta “La Festa Continua” al Fabrique di Milano — Annunciata la data evento dell’1 ottobre 2026
Tori Sparks torna in Italia con il suo Italian Spring Tour tra maggio e cinque tappe in provincia
Duran Duran: The Wedding Album e Thank You tornano in vinile — tre concerti speciali in Italia a luglio
Monferr’Autore Festival, da Lamante a Cisco ed Edda il cartellone attraversa la provincia di Alessandria
Sicily Music Conference 2026, Palermo e Catania al centro della musica e della sostenibilità
Annalisa, “Canzone estiva” è il brano più passato dalle radio italiane
Flea — Honora, il primo album solista tra jazz, tromba e voci d’eccezione
Melanie Martinez pubblica HADES — 18 tracce tra distopia e identità digitale