Questo momento è arrivato anche per Roberto Bignoli, il cantautore italiano di ispirazione cristiana più conosciuto nel mondo, bluesman e rocker instancabile, ma soprattutto poeta e narratore della realtà del nostro tempo.
Fin dalle prime note, ci si accorge subito che questa “collezione” ha qualcosa di diverso. Non è la solita raccolta di turno, tappa discografica inevitabile nella carriera di ogni cantante.
E’ come se le diciotto canzoni che la compongono si prendessero per mano, l’una con l’altra, per accompagnarci in un cammino senza fine, al di là del tempo.
Il cammino è quello della speranza, carburante inesauribile che muove il motore dell’opera di Roberto Bignoli, fin dai primi passi della sua avventura artistica.
Si va dalla nuova interpretazione di un classico come “Ballata per Maria”, sigla ufficiale dell’emittente Radio Maria, alla riproposta dei brani vincitori negli Stati Uniti del premio “Unity Awards”, come migliori canzoni di musica cristiana internazionale: “Ho bisogno di te” (nel 2001) e “Là c’è un posto” (nel 2005).
Il filo conduttore che lega i brani di questa raccolta è lo sguardo verso l’infinito. Le diciotto canzoni di Roberto Bignoli sono bellissimi affreschi senza tempo, che ci comunicano messaggi sempre attuali.
Prendiamo, per fare un esempio, un altro classico: “Concerto a Sarajevo”, dedicata ai bambini vittime della guerra in Bosnia e a Mons. Tonino Bello, Vescovo indimenticabile e grande comunicatore di pace.
A qualcuno potrebbe sembrare una canzone datata, legata ad un particolare momento storico. Eppure, oggi più che mai, è viva ed attualissima. E’ ancora qui, con le sue melodie meravigliose, per ricordarci che il cammino verso la fratellanza degli esseri umani non deve mai fermarsi.
Ecco perché, ascoltando questa raccolta, non si può fare a meno di provare una sensazione unica e rigenerante. Non è il passato di Roberto Bignoli a riempire questo compact disc, ma la nostra storia, l’attualità ed il futuro di ognuno di noi.
Siamo tutti noi i protagonisti di queste note, di questi piccoli-grandi quadretti di vita quotidiana. Noi che abbiamo bisogno di rallentare i ritmi frenetici delle nostre giornate, per fermarci un attimo e guardare il cielo. Per pregare e sperare ancora nel domani. E per cantare, come invita a fare Roberto, “un cantico nuovo”, insieme a fiumi, mari e monti, sorgenti e ruscelli, gigli dei campi.
di: Carlo Climati
Giornalista e Scrittore
Ultimi Articoli
Lamante riceve la Targa “Mei Artista Emergente 2026” al Forum del giornalismo musicale
Concerto all’alba con Pacifico a Villa Arconati: musica, camminata nel Parco delle Groane e colazione in corte
Giovanni Allevi al Festival di Villa Arconati il 3 luglio 2026
Ultimo a Tor Vergata, piano mobilità per il concerto del 4 luglio
Gipsy Kings by Diego Baliardo aprono il Festival di Villa Arconati il 2 luglio
Castelfranco Veneto Jazz Festival 2026, cinque giorni tra concerti e formazione
Piero Pelù vince il Premio Amnesty 2026 con ''S.O.S''
Monfortinjazz celebra i 50 anni con un’edizione che riunisce grandi nomi della musica internazionale
Fantastic Negrito a Pistoia Blues 2026: nuovo album e singolo “Please Computer”